Proiezione fotografica dei fiori dei monti Abruzzesi a cura di Stefano Biondi

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đź“… [Venerdi 19 dicembre 2025 ]
📍 [Sede CAI Lanciano]
🕰️ [ore 21,00]

In un famoso saggio del 1976 (Avere o essere?), Erich Fromm scrive: “Un Avere deve possedere un fiore, lo coglie, lo fa suo. Un Essere ne contempla la bellezza, godendo di questo, percependolo per immaginare altri orizzonti.” La modalità dell’essere significa, secondo il filosofo, “rinnovarsi, crescere, esprimersi, amare, trascendere il carcere del proprio io isolato, essere interessato, prestare attenzione, dare.”
Credo che la bella serata organizzata dal CAI di Lanciano nella propria sede il 19 dicembre 2025, nella quale Stefano Biondi ha proiettato e raccontato le sue fotografie dei fiori d’alta quota dell’appennino abruzzese, abbia avuto, tra gli altri, il merito di sottolineare come la natura – nel nostro caso montana – vada prima che conservata, preservata.
Il filosofo australiano Passmore afferma infatti che i conservazionisti mirano a salvaguardare l’ambiente allo scopo di non pregiudicare i vantaggi che la specie umana può ricavarne, i preservazionisti, invece, partono dal presupposto che la natura ha un valore in sĂ© e la sua alterazione rappresenta un danno per la cosiddetta “comunitĂ  biosferica” (l’insieme di tutte le popolazioni animali e vegetali che vivono e interagiscono in un determinato ambiente) e non solo per l’essere umano.
La Nigritella Widderi, l’Epipogium aphyllum o il Cypripedium calceolus (la Scarpetta di Venere) hanno quindi il diritto di essere preservati, ma affinché tutto questo accada sarà necessaria, ma non sufficiente, la conoscenza (la ragione), la quale deve essere sempre affiancata dal sentimento (il cuore), che ci fa “sentire” ciò che ci circonda. Al servizio del sentimento ci sono poi i nostri sensi, senza i quali non riusciremmo a metterci in contatto con l’ambiente, con la “comunità biosferica”, soprattutto con quella più selvaggia ed impervia.
La Natura, dicevano i romantici è organicistica, cioè una parte ha senso solo se rapportata al tutto. Novalis ci ha regalato un importante scritto in cui i protagonisti sono fiori-uomini o uomini-fiore (Giacinto e Fior di Rosa), uniti da un legame indissolubile e invisibile. Lo stesso che Galileo Galilei cita quando scrive: “Le cose sono unite da legami invisibili. Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.”
Grazie allora a Stefano, alla sezione CAI di Lanciano, ai convenuti (particolarmente numerosi e attenti), ma soprattutto grazie alle montagne, ai fiori, alle stelle.

Luciano Biondi

Locandina dell’evento