Gruppo Tam del Cai Lanciano. Accompagnatori: Adenia Veri e Rodolfo Giancristofaro.
La mattina del 29 giugno, alle 6:00 in punto l’autobus con 38 passeggeri lascia il piazzale della stazione alla volta di Forca di Presta (1542). Un vento sferzante ma che ci ha poi preservato dal caldo ci accoglie a destinazione. Armati di scarponi, cappello, crema solare e bacchette, attacchiamo in salita il sentiero E 15. Dopo circa un’ora di cammino ci appare in maniera evidente la faglia del Monte Vettore (2476 m.) originatasi dal terremoto del 2016 di cui i centri abitati circostanti portano tuttora i segni nelle macerie e negli edifici distrutti. Superato un gregge di pecore piantonato da cani pastore non troppo tolleranti, improvvisamente si apre all nostro sguardo una valle dalla quale scorgiamo la Piana di Castelluccio. Al posto degli attesi colori sgargianti del rosso dei papaveri e del blu dei fiordalisi, sfumature smorte di verde dipingono la scacchiera dei campi. Proseguendo lungo il percorso incontriamo il Monte Vettoretto, che con i suoi 2052 metri si guadagna anche lui il suo posto nell’Olimpo dei 2000. A questo punto il rifugio è vicino ma il sentiero si fa più ripido ed anche la stanchezza inizia a farsi sentire. Concetta ci motiva e ci ricorda che in montagna come nella vita l’importante non è arrivare in cima per primi ma ascoltarsi e procedere con il proprio passo e di tanto in tanto fermarsi per riprendere fiato. Giunti al rifugio Zilioli un panorama mozzafiato prende forma sotto i nostri occhi. A sinistra la cresta che conduce alla Cima del Redentore e al Pizzo del Diavolo e a destra il Monte Vettore. Raggiunta la meta, dopo la foto di rito, l’escursione sembrerebbe finire qui ma il Tam, indefesso, capitanato da Rodolfo, accetta la sfida della conquista del Monte Vettore. Diversi sono stati gli avvistamenti interessanti lungo il sentiero: la simpatica arvicola delle nevi, le bellissime stelle e pulsatille alpine, la rarissima Nigritella di Widder e tante altre fioriture altrettanto preziose. Superata la ripida salita iniziale raggiungiamo la cima del Monte Vettore che con i suoi 2476 metri è il più alto tra i Monti Sibillini. Dopo un veloce pranzo al sacco e le foto con la bandiera del Tam sulla via del ritorno ci concediamo un’ultima deviazione su una piccola cima panoramica da dove abbiamo potuto ammirare i laghetti di Pilato.
Con all’incirca 1200 metri di dislivello questa escursione rappresenta un importante traguardo per il gruppo tam nonchè un’opportunità per aver potuto apprezzare una grande biodiversità che solo l’ambiente incontaminato della montagna può offrirci.
Adenia Verì
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