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Si tratta di un percorso pastorale, su una cengia, che collegava i pascoli di Macirenelle a quelli di d’ Ugni.
Lasciato l’auto presso l’area pic-nic del vallone di Palombaro(q.ta 700 m.),
si risale la forra fino a quando terminano le pareti di roccia verticale e
il percorso sembra diminuire la pendenza,(q.ta 1530 m.). Vi è un segno rosso di
vernice su una roccia a sinistra del sentiero e, poco più avanti, in alto a destra
sotto un roccione, i resti di un piccolo muro a secco di uno stazzo. Con un po’
d’attenzione si nota, presso il segno di vernice, una cengia erbosa che sale
sulla sinistra in senso opposto a quello di marcia.
Imboccato il sentiero, non ci si può più sbagliare, si continua a salire
costantemente in diagonale su una cengia, si incontrano altri due ricoveri pastorali in grotta,
e si sbuca tra i pini mughi 100 m. più in basso di Cima Macirenelle (q.ta 1950 m.)
Man mano si lascia il fondovalle e si sale, voltandosi ci si rende conto che, sul lato opposto
al vallone, c’e il prosieguo del nostro sentiero che sale fino al rifugio D’Ugni della Forestale.
(altro sentiero abbandonato!!)
Il nostro percorso si snoda a monte di strapiombi vertiginosi, in mezzo ad una vegetazione
mozzafiato ed in presenza di fiori bellissimi se viene effettuato nei primi giorni di giugno.
Per la discesa ci sono tre alternative:
- si torna per la stessa strada;
- si percorre il sentiero non segnato Macirenelle – Grotta S. Angelo – D’Ugni, (facile perdersi all’imbocco del bosco, sconsigliato!);
- scendere per il sentiero C.A.I. che collega Macirenelle – Colle Bandiera – Capo Le Macchie dove è opportuno lasciare un’auto al mattino!! ( consigliato anche per la presenza di acqua!)
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