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E' sulle montagne, sulle loro cime silenziose, che il pensiero, meno oppresso, è veramente più attivo.

P. de Sènancour

Cascata del Macellaro
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Dal Vallone di Fara a Cima della Stretta
Dal Vallone D'Ugni a Cima Macirenelle
Dal Vallone D'Ugni al secondo rifugio
I SENTIERI ABBANDONATI DELLA MAIELLA Dal Vallone D'Ugni al secondo rifugio
Descrizione:   Dal Vallone D’Ugni al secondo rifugio
Dislivello:   1100m
Percorso:   impegnativo, EE
Durata:   3/4 ore di salita
Attrezzatura:   normale per escursioni di un giorno. Altimetro.
Ultima ripetizione:   13 novembre 2005
Periodo consigliato:   Giugno

Sentiero ricordato da:   Vittorio Giardino



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Si tratta della seconda parte del percorso pastorale che collegava i pascoli di Macirenelle a quelli di d’Ugni.

Lasciato l’auto presso l’area pic-nic del vallone di Palombaro(q.ta 700 m.), si risale la forra fino a quando terminano le pareti di roccia verticale e il percorso sembra diminuire la pendenza,(q.ta 1580 m.). Vi è in alto a destra sotto un roccione, i resti di un piccolo muro a secco di uno stazzo con un evidente segnale rosso a forma di “P”.

Si sale verso lo stazzo, e si continua costantemente in diagonale su tracce di sentiero lungo una poco evidente cengia.

Man mano si lascia il fondovalle e si sale, voltandosi ci si rende conto che, sul lato opposto al vallone, c’e il prosieguo del nostro sentiero che sale fino a Macirenelle.

Il sentiero, dopo essere salito lungo ripidi prati, supera una selletta, da dove già si intravede il rifugio, e riscende leggermente passando sotto un imponente e caratteristico arco di pietra. Poi torna a salire in diagonale passando sotto il limite inferiore dei pini mughi.

Giunti sotto la verticale del rifugio, prendendo come riferimento un evidente roccione, si sale tra i pini mughi, in quel tratto più radi, fino alla meta.

Ultimamente il sentiero è stato evidenziato da un volenteroso che ha apposto numerosi segni di vernice rossa

Per la discesa non ci sono problemi in quanto la zona è nota a tutti.

Lucio Spadaccini
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