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Andavo per il bosco
così per mio conto,
non cercare nulla
era il mio intento.

Quando vidi nell'ombra
un piccolo fiore,
lucente come stella,
bello come gli occhi.

J.W. Goethe

Cascata del Macellaro
Da Lama dei Peligni a Fara S. Martino
Dal Vallone di Fara a Cima della Stretta
Dal Vallone D'Ugni a Cima Macirenelle
Dal Vallone D'Ugni al secondo rifugio
I SENTIERI ABBANDONATI DELLA MAIELLA Dal Vallone di Fara a Cima della Stretta
Descrizione:   Dal Vallone di Fara a Cima della Stretta
Dislivello:   880 m
Percorso:   EE, impegnativo per il pessimo stato del fondo del sentiero
Durata:   2 - 2.30 ore per la salita; 1.30 per la discesa
Attrezzatura:   Normale per escursioni, utilissime le racchette. In caso di pioggia le placche di Liscia dell’ Asina possono essere viscide per cui si raccomanda di non fare questa escursione in giornate piovose o pioggia recente.


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Questo sentiero, ben conosciuto dagli amici di Fara, mette in comunicazione l’interno del vallone di Fara S. Martino con il sentiero che da Cima della Stretta si ricongiunge al sentiero del giro della val Serviera in vicinanza della cima del Peschio (o Pischio). Può essere usato sia per salire, sia per scendere dalla Cima della Stretta realizzando un anello col sentiero all’imbocco della valle.

Dopo essere entrati nella valle, superato il primo fontanino, sulla destra si individuano alcuni stazzi sotto un enorme asperità rocciosa; il sentiero parte subito dopo l’enorme masso. Il percorso non è agevole, vi sono sfasciumi di roccia e la traccia non è sempre evidente, comunque si sale abbastanza rapidamente cercando di raggiungere l’enorme parete della Cima della Stretta che si incomincia a vedere sopra di noi. Sulla sinistra si intravede una strana costruzione in pietra con una porta di ferro, dovrebbe essere la presa dell’acqua di un acquedotto.

Si sale lungo la pietraia fino a portarsi sotto la parete; si incontrano delle placche inclinate (Liscia dell’Asina) fare attenzione nel superarle, e si prosegue poi con minor pendenza tra radi alberi per un sentiero abbastanza evidente. Sulla sinistra appare un caratteristico arco di roccia, quasi un foro, entro cui si vede il sentiero in fondo alla valle.

Si prosegue e dopo non molto si incontra un bosco di faggio, il sentiero sembra perdersi. Si procede dritto passando sotto una fascia di rocce ed eccolo ricomparire ed arriviamo su una punta erbosa, più in alto, sulla cresta sovrastante(1330m.) , passa il tracciato che porta a destra alla Cima della Stretta e a sinistra alla Bocca dei Valloni.

Nell’ultima escursione effettuato in questo luogo abbiamo avuto la sorpresa di imbatterci in un curioso manufatto in acciaio piantato con della resina sulla roccia , a forma di aereo stilizzato. Con al centro un mazzo di fiori e lo stemma della missione in Iraq “Antica Babilonia”. Sulle ali due nomi: Pasquale, Giuseppe. Il nostro rispetto!

Per riscendere, oltre che per la stessa strada, si può andare a sinistra verso Bocca dei Valloni, e da qui all’imbocco della valle.

Lucio Spadaccini
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