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Un paese di pianura, per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi.
Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati
ardui da salire e da discendere, di precipizi d'intorno che mi infondano molta paura.
Jean-Jacques Rousseau
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Cascata del Macellaro |
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Descrizione:   Cascata del Macellaro (Valle delle Mandrelle)
Dislivello:   1250 m.
Percorso:   EE
Durata:   6/7 ore
Attrezzatura:   normale per escursioni di un giorno. Altimetro.
Può essere utile avere con sé un imbraco, un cordino, alcuni rinvii, una piccozza, dei chiodi ed una corda soprattutto se si vuole salire a Piana la Casa.
Ultima ripetizione:   maggio 2004
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E’ un sentiero ad alcuni già noto, ma non riportato da alcuna cartina.
Si tratta di risalire la parte bassa di valle delle Mandrelle sino ad
una cascata che rende impossibile il prosieguo del cammino. In verità,
a valle dell’ultima curva prima della cascata, vi è la possibilità di salire
con ripidissimo sentierino, a Piana la Casa ma esso presenta nei primi 20 m.
alcuni passaggi pericolosi. Si parte da Fara San Martino, e si risale la gola
sino a Bocca dei Valloni (q.ta 1050 m.) e si devia a destra verso la val Serviera
e Callarelli. Si sale il sentiero sino a quota 1250 m.
quando con un ultimo tornante il sentiero devia decisamente a destra.
E’ presente una “M” incisa su un albero.
Invece di fare la curva si prosegue dritti; fatti pochi metri si gira
dietro un crinale e si trova subito il sentiero. A quel punto si risale
la valle senza più possibilità di errore. Attenzione quando si passa dentro
una bella cengia a non scivolare a causa della roccia umida coperta da foglie!!
Si prosegue tra l’erba alta ed i tronchi abbattuti, si incontra uno stazzo abbandonato
sulla destra, si incontra dell’acqua sorgiva che scorre e si continua a salire fino a
che non ci si trova davanti una stretta ed oscura forra. E’ l’attrazione del percorso!!
Solitamente è presente una grossa valanga di neve (anche una decina di metri!!) che
ne ostruisce l’accesso, ma strisciando tra essa e la parete di roccia sulla destra si
riesce a passare. Dopo di ché ci si trova davanti una paretina di rocce di tre m. che,
con l’aiuto di alcuni tronchi, si deve superare. Usciti dalla strettoia, si continua a
salire lungo una scomoda pietraia sempre con pareti di roccia verticali ai lati sino
ad arrivare alla cascata alta una trentina di metri. (q.ta 1700 m.)
Il percorso è veramente selvaggio e poco frequentato; forse poco panoramico essendo
interamente in una profonda valle ma assai bello. Incontrate vipere ed udite ululati
di lupo nelle vicinanze.
Si consiglia di effettuare l’escursione fine maggio inizi di giugno; prima
c’è il rischio di trovare la strettoia completamente ostruita dalla neve, dopo potreste
avere dei problemi con l’ortica che cresce nella valle.Si discende per lo stesso percorso
o si sale a Piana la Casa e si ridiscende per il normale sentiero. C’è anche la possibilità
di ridiscendere percorrendo un altro sentiero abbandonato di cui parleremo altrove.
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Lucio Spadaccini
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