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L'uccellino cardellino tutte le mattine andava alla finestra dove dormiva il bambino, l'uccellino cinquettava e spennacchiava le ali, il bambino era contento e sorrideva, si divertiva. L'uccellino volò e se ne andò, il bambino piangeva: "Torna uccellino che mi fai compagnia". L'uccellino tornò e il bambino fu tutto contento. Il bambino si addormentò, gli prese un sonno profondo.

Paolo Sanelli

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LA FAUNA APPENNINICA
Descrizione:   Pecore al pascolo sull'Appennino

I rumori degli animali
Prima c'erano tanti rumori di animali, urli, gridi; c'erano tanti animali, a me piaceva sentirli, era così bello. In quei tempi c'erano tanti zappatori che zappavano le terre piccole, perchè non avevano le vacche per lavorare i terreni, erano poveri, avevano solo il somaro e la zappa. E allora, durante la giornata, quando cantava un asino rispondevano tanti, tanti altri asini, anche quelli lontani, di tutti gli zappatori poveri, di quelli che erano andati a caricare la legna, di tutti quelli che erano andati a caricare l'erba o il grano, e così era proprio un concerto. In quei tempi era proprio un concerto, c'erano tanti uccelli che era una armonia sentirli cantare, oggi sono molto diminuiti, si vedono solo le cornacchie.

Canti di cavalli, di vacche, richiami delle pernici, delle aquile, canti delle pecore, canti delle quaglie e del cuculo. Il cuculo mi dava tanta compagnia, maggiormente a maggio quando fioriva il sambuco con quei grossi cespuglioni verdi e i fiori bianchi. Il cuculo, quando passava, vicino alle capre, faceva un verso che richiamava le capre e le capre lo ascoltavano, per la quale drizzavano le orecchie e guardavano. Urli di lupi, canti di capre, strilli di cervi; soprattutto nel mese di ottobre, i cervi, caro mio, si sentivano come un bove e cantavano anche di notte che si sentivano dal paese. Al paese cantavano maggiormente le donne e le fontane.

Paolo Sanelli
(da I miei sogni sono stati tutti sulla Maiella)
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