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I rumori degli animali
Prima c'erano tanti rumori di animali, urli, gridi; c'erano tanti animali, a me
piaceva sentirli, era così bello. In quei tempi c'erano tanti zappatori che zappavano
le terre piccole, perchè non avevano le vacche per lavorare i terreni, erano poveri,
avevano solo il somaro e la zappa. E allora, durante la giornata, quando cantava un
asino rispondevano tanti, tanti altri asini, anche quelli lontani, di tutti gli zappatori
poveri, di quelli che erano andati a caricare la legna, di tutti quelli che erano andati
a caricare l'erba o il grano, e così era proprio un concerto. In quei tempi era proprio un concerto,
c'erano tanti uccelli
che era una armonia sentirli cantare, oggi sono molto diminuiti, si vedono solo le cornacchie.
Canti di cavalli, di vacche, richiami delle pernici, delle aquile, canti delle pecore, canti
delle quaglie e del cuculo. Il cuculo mi dava tanta compagnia, maggiormente a maggio quando
fioriva il sambuco con quei grossi cespuglioni verdi e i fiori bianchi. Il cuculo,
quando passava, vicino alle capre, faceva un verso che richiamava le capre e le capre lo
ascoltavano, per la quale drizzavano le orecchie e guardavano. Urli di lupi, canti
di capre, strilli di cervi; soprattutto nel mese di ottobre, i cervi, caro mio, si sentivano
come un bove e cantavano anche di notte che si sentivano dal paese. Al paese cantavano maggiormente le
donne e le fontane.
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