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La più bella montagna è sempre quella che tutti vogliono salire e nessuno può salire. Una montagna selvaggia. Una montagna con la quale non s'accumula oro, né si conquista una donna, né si acquista fama. Solo quando considerando una montagna si escludono tutti i motivi profani, solo allora la vediamo chiaramente. Vediamo allora quanto sia estranea e familiare: la natura selvaggia

Reinhold Messner

Cascata del Macellaro
Da Lama dei Peligni a Fara S. Martino
Dal Vallone di Fara a Cima della Stretta
Dal Vallone D'Ugni a Cima Macirenelle
Dal Vallone D'Ugni al secondo rifugio
I SENTIERI ABBANDONATI DELLA MAJELLA
Descrizione:  Sentiero Macirenelle
Periodo:  Maggio 2005

Facendo escursioni sulla Majella ci capita spesso di osservare tracce di sentieri abbandonati, dove, finita l’attività pastorale e quella dei carbonai, non passa più nessuno. Sono cammini destinati a scomparire, ma perderli è come perdere qualcosa di noi stessi e delle nostre origini. Se questi sentieri potessero parlare chissà quante storie ci racconterebbero,storie di sudore, solitudine e sofferenze vissute dai nostri antenati!
Con l’instaurazione del Parco Nazionale della Majella ci eravamo illusi che il suddetto Ente avrebbe rivalutato, con un ovvio ed un condiviso rispetto della natura, la nostra montagna e i suoi sentieri, ma purtroppo non è stato così! La visione unilaterale ed integralista degli amministratori ci si sta scacciando dal Parco, come se l’uomo non avesse mai vissuto sulla Majella…ma noi, fin quando ci sarà permesso da Dio, e non dall’Ente Parco, continueremo ad andarci come fecero i nostri padri e come, speriamo, faranno i nostri figli.
Ringrazio pubblicamente coloro che conoscono queste vie e ci hanno offerto la possibilità di riviverli. Ringrazio altresì coloro che, con le loro segnalazioni, contribuiranno all’ampliamento di questa rubrica.

Lucio Spadaccini
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