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Facendo escursioni sulla Majella ci capita spesso di osservare tracce di sentieri abbandonati, dove, finita l’attività pastorale e quella dei carbonai, non passa più nessuno.
Sono cammini destinati a scomparire, ma perderli è come perdere qualcosa di noi stessi e delle nostre origini.
Se questi sentieri potessero parlare chissà quante storie ci racconterebbero,storie di sudore, solitudine e sofferenze vissute dai nostri antenati!
Con l’instaurazione del Parco Nazionale della Majella ci eravamo illusi che il suddetto Ente avrebbe rivalutato,
con un ovvio ed un condiviso rispetto della natura, la nostra montagna e i suoi sentieri, ma purtroppo non è stato così!
La visione unilaterale ed integralista degli amministratori ci si sta scacciando dal Parco,
come se l’uomo non avesse mai vissuto sulla Majella…ma noi, fin quando ci sarà permesso da Dio,
e non dall’Ente Parco, continueremo ad andarci come fecero i nostri padri e come, speriamo, faranno i nostri figli.
Ringrazio pubblicamente coloro che conoscono queste vie e ci hanno offerto la possibilità di riviverli.
Ringrazio altresì coloro che, con le loro segnalazioni, contribuiranno all’ampliamento di questa rubrica.
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