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All'immaginazione di chi ode pronunziare il nome Abruzzo, parola che suona all'orecchio aspra e strana,
piuttosto che armoniosa e gentile, subito si mette innanzi il quadro d'un paese di bellezza singolare,
fiera e maestosa. Ed in questo non si sbaglia. Lė stringendo pių fortemente le sue catene intorno
all'italica terra, l'Appennino forma il maggiore gruppo centrale; ergendo altissimi monti:
il Gran Sasso, la Maiella, il Velino ed altri, coperti di sempiterna neve. Ivi tu vedi labirinti impervi
di valli frastagliate per cui corrono precipitosi rivi e fiumi, cercando il mare... Tu ammiri poi altopiani
magnifici e pianure ricche da pascolo e da semenza, e colline coronate di rocche e di cittā antichissime,
di parecchie delle quali l'origine si nasconde nelle tenebre del mito, e tutte sono sedi di popoli forti e operosi.
Alcuni anni addietro io percorsi un bel tratto di quella Svizzera italiana, e ne rimasi incantato.
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